Piccola Opera Charitas: precisazioni dell’Arcidiocesi

 
 

«L’Arcivescovo e la Curia, non hanno alcun potere decisionale o di ingerenza nella gestione della Fondazione Piccola Opera Charitas E.T.S.»

Alla luce dei recentissimi avvenimenti che hanno coinvolto la Fondazione Piccola Opera Charitas E.T.S. di Vercelli – in particolare la “sospensione dell’autorizzazione al funzionamento del presidio” disposto dall’A.S.L. di Vercelli con delibera n° 622/2023, l’Arcidiocesi, vista la sua missione pastorale e di guida, che non può essere confusa con la gestione della Fondazione medesima, vuole precisare alcuni aspetti come seguono.
La Fondazione venne istituita nel 1934 con il nome di Piccola Opera Charitas, ancorché la dicitura “Charitas” – è bene precisare – non fosse, né è tutt’ora sovrapponibile o in quale modo riconducibile alla “Caritas” Diocesana, che è, e resta, una realtà assolutamente ben distinta. La Fondazione, nel corso degli anni, ha subito la naturale evoluzione legata alla sua missione e scopo, mantenendo però una natura di fondo ispirata dalla morale cristiano-cattolica. In virtù di questa impostazione, lo Statuto della Fondazione aveva da sempre previsto la prerogativa di nomina del Consiglio di Amministrazione in capo a Sua Eccellenza l’Arcivescovo.
Si precisa, sul punto, che l’unica prerogativa dell’Arcivescovo era dunque quella di nomina dei 7 membri del C.d.A., senza alcun potere di controllo o supervisione o ingerenza nella gestione della Fondazione, che ha ininterrottamente operato e gestito la cosa sociale in totale autonomia rispetto all’Arcidiocesi.
Proprio in forza di tale impostazione, l’Arcidiocesi non ha mai potuto in alcun modo, a parte con esortazioni e consigli, interferire nella gestione della Piccola Opera Charitas, dalla sua fondazione in avanti.
Anche alla luce di avvenimenti dell’immediato passato ove la Piccola Opera Charitas è stata coinvolta, in ottica di rinnovamento dell’Istituzione, ed in funzione dell’unica prerogativa riconosciuta statutariamente, Sua Eccellenza l’Arcivescovo, con Sua lettera in data 29 giugno 2022, aveva espresso il desiderio di rinnovare totalmente il C.d.A. della Fondazione.
In risposta a questa esortazione, la Fondazione Piccola Opera Charitas E.T.S., senza nulla preventivamente comunicare all’Arcidiocesi – anche solo per puro senso morale – ha operato (legittimamente) una modifica statutaria già in data 19 luglio 2022. Tale modifica ha, di fatto, esautorato l’Arcivescovo dalla nomina del C.d.A., riservandogli unicamente la nomina residuale di 2 consiglieri su 7, da scegliere tra una rosa di nomi già indicati dal Consiglio uscente medesimo, il quale si è poi infine arrogato la prerogativa di nomina degli altri suoi stessi Consiglieri.
Da tale momento non si sono più avuti contatti con la Fondazione Piccola Opera Charitas E.T.S.
Alla luce di tutto ciò, e rimarcati i preoccupanti avvenimenti messi in luce dalle indagini dell’A.S.L., Sua Eccellenza l’Arcivescovo per la Curia intera, intende rimarcare la circostanza per la quale Egli personalmente, o la Curia, non hanno alcun potere decisionale o di ingerenza nella gestione della Fondazione Piccola Opera Charitas E.T.S., ancor di più ora, vista la modifica statutaria che ha reso nei fatti svuotata di significato la prerogativa arcivescovile. Ne discende infine che, Sua Eccellenza l’Arcivescovo per la Curia intera, intende altresì evidenziare la distanza di vedute e l’ormai incolmabile divario che si è venuto a creare tra il C.d.A. della Fondazione Piccola Opera Charitas E.T.S. e l’Arcidiocesi medesima.